La vera storia di Cenerentola

Cenerentola, la povera fanciulla che perse la madre, il cui padre si risposò con una donna malvagia che, insieme alle sue due figlie, Genoveffa e Anastasia, alla morte del marito trattarono la ragazza come una serva. Beh, la storia non è andata proprio come ci è stata raccontata. Il padre non era così buono come si racconta. Non mi credete? Cominciamo:cenerentola2

C’era una volta un uomo alla quale si ammalò la moglie. Quando la donna si sentì vicino alla morte, chiamò al suo capezzale sua figlia e le disse:“ Devi rimanere sempre buona e gentile e un giorno vedrai che il buon dio ti ricompenserà e io sarò sempre vicina a te e ti guarderò dal cielo”. Subito dopo chiuse gli occhi e morì.

La fanciulla andò ogni giorno a trovare la madre nella tomba, rimanendo buona e gentile. Poi venne l’inverno e la neve coprì di uno strato bianco la tomba. Quando la primavera lo ebbe tolto, l’uomo si risposò.

La nuova moglie dell’uomo era madre di due figlie che portò con sé nell’abitazione del marito. Queste erano belle e di pelle molto chiara, ma di cuore completamente oscuro. Così, per la giovane fanciulla cominciarono dei giorni terribili. Le due sorellastre dicevano: “che vuole quella stupida oca? Chi vuol mangiare il pane deve guadagnarselo, a lavoro sguattera!”. Le tolsero tutti i suoi vestiti e le diedero da indossare dei vecchi stracci e la confinarono in cucina dove doveva lavorare per bene: si alzava alle prime ore del mattino e doveva pulire, accendere il fuoco, cucinare e lavare i panni. Inoltre, le sorelle le facevano i dispetti, la prendevano in giro e rovesciavano i ceci e le lenticchie nella cenere, e la fanciulla doveva raccoglierle a uno a uno. La sera era costretta a coricarsi nel camino accanto alla cenere. Per via della cenere era sempre sporca e impolverata, così la chiamarono Cenerentola.

Un giorno il padre si recò al mercato e chiese e alle figlie cosa volessero regalato. “Vestiti, perle e gemme” dissero le due figliastre. “E tu, Cenerentola, cosa vuoi?” chiese il padre, “Padre, il primo rametto che calpestate sulla via del ritorno” rispose la ragazza.

Così l’uomo fece, comprò bei vestiti, perle e gemme per le sue figliastre e portò un ramo che calpestò sulla via del ritorno. Cenerentola prese quel rametto e lo piantò sulla tomba della madre, pianse tanto e lo annaffiò con le lacrime. La fanciulla ci andò 3 volte al giorno, piangendo e pregando di continuo e ogni volta trovava sul rametto un uccellino che le portava ciò che lei aveva desiderato.

Un giorno il re diede una festa al castello in modo che suo figlio potesse scegliere una sposa. Erano state invitate tutte le donne del regno, così le due sorellastre chiamarono cenerentola e le dissero:” pettinaci, puliscici le scarpe, lavaci e aiutaci a indossare il vestito, dobbiamo andare alla festa del re”. A Cenerentola sarebbe piaciuto tanto andare al ballo, e chiese alla matrigna il permesso. “Tu? Non hai né vestiti né scarpe, non sai neanche ballare e vorresti andare a nozze?” La fanciulla insistette e la matrigna le disse:” rovescerò un piatto di lenticchie nella cenere e entro due ore dovrai raccoglierle tutte, se riuscirai a potrai venire anche tu”. La fanciulla corse nell’orto dietro casa e urlò:” dolci colombelle, tortorelle e uccellini di tutti i cieli, venite ed aiutatemi vi prego:

le buone nel pentolino

le cattive nel pancino.

Così entrarono in cucina diversi tipi di uccelli e si posarono intorno alla cenere. Cominciarono a raccogliere le lenticchie buone nel piatto e in meno di un’ora avevano già finito ed erano andati via. Così la fanciulla portò il piatto alla matrigna, ma la matrigna disse:” no Cenerentola, non sai ballare e non hai vestiti. Ti prenderebbero tutti in giro, quindi non verrai”.

Cenerentola si mise a piangere e insistette nuovamente, e la matrigna disse:” se entro un’ora riesci a raccogliere due piatti di lenticchie verrai anche tu”. Così la fanciulla andò nell’orto dietro casa e gridò:” dolci colombelle, tortorelle e uccellini di tutti i cieli, venite ed aiutatemi vi prego:

le buone nel pentolino

le cattive nel pancino.

Così entrarono in cucina diversi tipi di uccelli e si posarono intorno alla cenere. Cominciarono a raccogliere le lenticchie buone nei piatti e in meno di mezz’ora avevano già finito ed erano andati via.

La fanciulla portò i piatti alla matrigna. Ma la matrigna disse:” è inutile, tu non verrai perché non sai ballare e non hai vestiti. Ci faresti soltanto vergognare”. Così se ne andò al ballo con le due figlie. Rimasta sola, cenerentola andò alla tomba della madre, sotto il ramo, ormai divenuto albero, che aveva piantato, e disse:

alberello datti una scrollata

fammi d’oro e d’argento tutta agghindata!

Così un uccello le gettò un abito d’oro e d’argento e delle scarpette d’argento. Cenerentola le indossò e andò alla festa. Le sorelle e la matrigna non la riconobbero, pensando che fosse una principessa sconosciuta, pensando che Cenerentola fosse a casa a pulire. Il principe le corse incontro e cominciò a danzare con lei, senza ballare con nessun’altra.

Danzarono fino a sera, poi la fanciulla volle andare a casa. Il principe le disse:” ti accompagno”. Ma lei fuggì e balzò nella colombaia. Il principe allora andò a raccontare al padre di Cenerentola che la fanciulla era saltata nella colombaia. Egli pensò:” non sarà mica Cenerentola?” e così buttò giù la colombaia; ma era vuota. Quando rientrarono a casa, Cenerentola dormiva davanti al camino. Ella era velocemente andata sulla tomba, l’uccello aveva ripreso gli indumenti ed era corsa a distendersi in cucina. Il giorno dopo i genitori delle sorellastre uscirono di nuovo, Cenerentola andò sotto l’albero e gridò:

alberello datti una scrollata

d’oro e d’argento fammi tutta agghindata!

L’uccello le portò un abito ancora più bello del primo. Quando comparve alla festa il principe la prese per mano e ballò soltanto con lei. La sera se ne andò e il principe la segui, ma ella balzò nell’orto dietro casa. Lì si arrampicò su un pero. Il principe attese il padre e gli disse:” la fanciulla credo si sia arrampicata sul pero” e il padre pensò:“ non sarà mica Cenerentola?” e abbatté il pero, ma sopra non c’era nessuno. Quando rientrarono Cenerentola giaceva accanto al camino: era saltata giù dall’albero, aveva ridato le vesti all’uccello ed era corsa a stendersi in cucina.

Il terzo giorno quando i genitori e le sorelle se ne andarono, Cenerentola tornò alla tomba della madre e disse:

alberello datti una scrollata

d’oro e d’argento fammi tutta agghindata!

L’uccello le portò un abito ancora più bello di quello di pima e un paio di scarpette d’oro. Quando arrivò al castello il principe la prese per mano e ballò solo con lei. Quando arrivò la sera, Cenerentola fuggì e perse la scarpetta sinistra perché il principe aveva fatto spalmare della pece su tutta la scala e la scarpa era rimasta appiccicata. Il principe la prese. Il giorno dopo si recò dal padre e disse:” colei che potrà indossare questa scarpa sarà la mia sposa”. Le due sorelle si rallegrarono. La maggiore provò la scarpa in camera sua, con sua madre. Ma la scarpa era troppo piccola e per via del suo dito grosso non ci entrava. Allora la madre prese un coltello e disse:” tagliati il dito: quando sarai regina non dovrai andare a piedi”. La fanciulla si mozzò il dito e andò dal principe. Egli la mise sul cavallo e partì con lei. Quando passarono davanti alla tomba, due colombelle gridarono:

voltati, voltati e guarda

c’è sangue sulla scarpina

la scarpa è troppo stretta.

La vera sposa è ancor nella casetta

Egli vide che dal piede scorreva del sangue. Riportò a casa la ragazza e disse:” lei non è quella vera, l’altra sorella deve provare la scarpa”. Questa andò in camera a provare la scarpa con la madre, riuscì a mettere la scarpa ma il calcagno era troppo grosso. La madre prese un coltello e disse:“ tagliati il calcagno, quando sarai regina non dovrai andare a piedi”. La fanciulla si tagliò il calcagno e andò dal principe. Egli la mise sul cavallo e partì con lei. Quando passarono davanti alla tomba, due colombelle gridarono:

voltati, voltati e guarda

c’è sangue sulla scarpina

la scarpa è troppo stretta.

La vera sposa è ancor nella casetta

Egli vide che dal piede scorreva del sangue. Riportò a casa la ragazza e disse:” lei non è quella vera, non avete un’altra figlia?” “No, c’è soltanto la brutta Cenerentola”. cenerentola06Rispose l’uomo. Il principe disse di andare a prenderla, ma la matrigna si oppose:” no! È troppo sporca!”. Ma egli non ammise un rifiuto e dovettero chiamarla comunque. Lei si inchinò davanti al principe che le porse la scarpetta, lei la provò: le calzò a pennello. Il principe la riconobbe. Le sorellastre e la matrigna impallidirono dall’ira, ma il principe la mise sul cavallo e la portò con se. Quando passarono davanti alla tomba le due colombelle gridarono:

voltati, voltati e guarda

non c’è sangue nella scarpina

che non è troppo piccina.

Portati a casa la vera sposina.

Durante la celebrazione delle nozze arrivarono le sorellastre, intente a ingraziarsi Cenerentola. Quando entrarono in chiesa le colombe ritornarono e cavarono un occhio a testa, le ragazze corsero fuori e le colombe cavarono l’altro occhio. Così rimasero per tutta la vita cieche, per punizione per le loro cattiverie.

 

Come avete visto anche questa storia non era come credevate, il padre è vivo e crudele come la matrigna, non ci sono né topolini né fata madrina, ma, soprattutto, non è vero che doveva necessariamente tornare a casa a mezzanotte!

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